Per uno spazio abitativo profittevole (a prescindere dal Coronavirus)

La particolare situazione emergenziale che stiamo vivendo ha imposto alle abitazioni un diverso modo di essere vissute, in termini di spazi da ricavare e tempi di permanenza prolungata. Oltre a riservarsi “angoli” per il lavoro da remoto e l’esistenza onlife (call conference, fitness on line, social media) emerge l’esigenza di ambiti “filtro” per cambiarsi gli abiti e le scarpe usate all’esterno, per parcheggiare la bicicletta, per smistare e sanificare la spesa; senza trascurare la necessità di dare una sistemazione ai contenitori per la raccolta differenziata. In questa situazione, i cui aspetti positivi (da consolidare in nuove abitudini) possono riscontrarsi nell’eliminazione del superfluo e nella limitazione degli accumuli, risultano preziosi ingressi, corridoi, scale e sottoscala, pianerottoli, balconi. Locali che possono essere attrezzati con arredi “non convenzionali”: adatti al montaggio pensile (alle pareti e con attraversamenti a mezza altezza), a colmare vuoti murari, a elevare la quota dei pavimenti preesistenti (utilizzabili come pedane contenitive), a ripiegarsi per annullare gli ingombri, a collocazioni esterne (prive di impatti negativi sulle facciate pubbliche). Insomma, un’evoluzione verso impensabili capienze che rivelano disponibilità spaziali innovative. Uno scacco al disordine; anzi, Unoazero!